Alessandra

Un freddo 6 gennaio alla clinica San Camillo di Treviso nacquero solo bambine: una ero io.
Erano le 5 della sera e, nella foto in braccio alla nonna Pina, avevo la faccia corrucciata di chi sapeva già che la vita non sarebbe stata una passeggiata. Poco dopo papà Luciano e mamma Carla si sono trasferiti con me a Udine.

Ricordo gli inverni intabarrata in loden e passamontagna e le estati a Grado e a Lignano con
i nonni. Mia sorella Francesca è nata il 5 luglio 1968. A 4 anni mi hanno iscritta a danza classica,
a 6 a pianoforte, a 7 a scherma. Poi è arrivata l’epopea della scuola.
La maestra Benacchio è rimasta solo in prima elementare, poi andò in pensione.
La maestra Vallerugo arrivò in seconda ed è stata la mia “vera” maestra. Medie alla “Fermi”, biennio del liceo scientifico al “Bertoni”, triennio al “Copernico”, sezione E.
Intanto avevo cominciato a viaggiare: per studio. Francia, Inghilterra, Stati Uniti.
Maturità, Interrail, Londra per sostenere l’esame di Proficiency.Poi a Firenze all’Università, facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri. Mi sono laureata il 27 giugno 1989, prima “Erasmus” d’Italia, con una tesi di ricerca sulla Spagna dal franchismo al socialismo.
Il 10 luglio ho scritto il primo pezzo per il Messaggero Veneto. Il primo gennaio 1990 sono stata assunta e non ho più smesso di fare la giornalista. Nel 1994 è morta la mamma.
Nel giugno ’95 sono partita per l’America, prendendo aspettativa dal lavoro.
Ho passato 6 mesi negli Usa, di cui 4 alla Cnn di Atlanta con un internship all’International Desk
e nella redazione di Cnni (Cnn International). Poi in Texas, California, Messico, a Washington,
New York, Lousiana, Florida, Carolina, Georgia.

Nel ’96, rientrata a Udine, ho trovato ad attendermi la gatta Fuffa. Nel ’98 sono stata eletta consigliera comunale e lo stesso giorno delle elezioni, in novembre, è arrivata Bigi, bassotta tedesca a pelo fulvo. Nel 2001, lasciato il Messaggero Veneto, mi sono trasferita a Milano e ho cominciato a collaborare con vari giornali: Anna, Oggi, Venerdì, Sette, Vanity Fair. Dopo aver lavorato nelle redazioni di Grazia e Confidenze, ho seguito l’attualità per il settimanale Donna Moderna. Oggi vivo, e poi scrivo.

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