Ascolta la musica (degli altri) che ti passa

Nuove forme di comunicazione wireless.
Con il sistema TunA, inventato da una ricercatrice italiana per collegare fra loro i Walkman digitali. E pure i telefonini.

Walkman, cuffiette, ed eri isolato dal mondo esterno. Adesso non più. Strumenti di ascolto digitale come l’Mp3 player e l’iPod, finora utilizzati solo per ascoltare musica, possono servire anche per comunicare con chi ci sta intorno. Come? Grazie a TunA, tecnologia inventata da una ricercatrice italiana, Arianna Bassoli, al MediaLab di Dublino. La modenese Bassoli, 26 anni, che lavora nel centro di ricerca sulle nuove tecnologie nato da una costola dell’omologo istituto fondato da Nicholas Negroponte al Mit di Boston (www.medialabeurope.org), ha perfezionato un sistema (peraltro già applicato in modo supersperimentale in certi campus americani) che permette, attraverso le onde del Wi-Fi, di collegarsi agli altri walkman digitali nei paraggi (per esempio in metrò, o per la strada) “pescando” i loro file musicali. Bassoli ha avuto l’idea studiando con il precedente gruppo di lavoro del MediaLab Europe, “Dynamic Interactions”, guidato dall’ingegnere italiano Paolo Dini, il progetto di rete wireless Wand, e in particolare, osservando come i giovani dublinesi comunicano (o non comunicano) fra di loro negli spazi pubblici.

L’obiettivo era di “rendere l’ascolto musicale individuale un’esperienza sociale, che potesse essere condivisa”, spiega Bassoli, ora in forza al team “Human Connectedness” del MediaLab, che si occupa proprio di favorire la socialità con le nuove tecnologie.”Per risolvere il problema, dovevamo rispondere a una domanda: può ognuno di noi, purché in possesso di uno stereo portatile digitale, trasformarsi in una micro stazione radio e dunque rendere accessibile la sua musica, ed eventualmente altri messaggi, agli altri?”. TunA (il nome nasce dalla fusione fra le parole “tunes” e “ad hoc) è stata la risposta, per ora sotto forma di prototipo, ma già accolta con molto entusiasmo dalla tecno-community internazionale. Semplice il funzionamento (illustrato sul sito del progetto www.medialabeurope.org/~arianna/tuna/): “Quando un altro ascoltatore “mobile” è a una distanza tale da essere intercettato, appare sui display delle persone a lui vicine un’icona di sua scelta. Cliccando sull’icona, si può “entrare” nel mondo virtuale dell’altro utente e ascoltare la sua musica. Oppure conoscere il suo nome e altri dati personali, aggiunti a sua scelta”.

La tecnologia TunA è applicabile anche sui telefoni cellulari (e infatti è stata opzionata da Ericcson, che ha finanziato la ricerca). Tuttavia, se il collegamento Wi-Fi ha fra le sue migliori caratteristiche quella di consentire una connessione di tipo orizzontale, del tipo peer-to-peer, ovvero totalmente decentralizzata, non si ancora con quali effetti sarà possibile unire due cellulari, la cui tecnologia wireless è oggi eminentemente centralizzata dai gestori.

I vantaggi di TunA sono evidenti. “Oltre a consentire di ampliare la colonna sonora del proprio riproduttore digitale, TunA supera la dimensione isolante dell’ascolto musicale mobile, permettendo di aprirsi al mondo esterno. Creando un “ponte” fra mondo virtuale e mondo reale. Perché”, spiega Bassoli, “TunA usa la comunicazione virtuale per far conoscere persone che si trovano nello stesso spazio fisico. A differenza di Internet, che annulla le distanze reali ma allo stesso tempo rende inutili o meno importanti i contatti faccia a faccia. In questo caso invece, possiamo incontrare e conoscere la persona con la quale, “pescando” fra i suoi file, scopriamo di condividere stessi gusti musicali. A patto che lei, o lui, si renda riconoscibile (per esempio con un messaggio allegato alla sua icona), ci basterà alzare lo sguardo, o fare pochi passi”. Una nuova, divertente opportunità di socializzare, di fare amicizia. Che ora Bassoli e la sua squadra del MediaLab Europe stanno testando fra la comunità giovanile di Dublino. E che presto potrebbe espandersi (è in programma una versione scaricabile da mettere on line), di walkman in walkman, nelle comunità virtuali (e reali) di mezzo mondo.

Alessandra Beltrame
L’espresso, Febbraio 2004.

Condividi su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *